2018 – Un nuovo anno di incontri come fotografo di matrimonio

Appena rientrato dalla piscina mi siedo davanti al mio Mac, dopo il nuoto scrivere mi viene più facile. Mi metto comodo, raddrizzo la schiena e rilasso le spalle. Guardo fuori dalla grande finestra sul giardino, le tende sono scostate, fuori nevica.
La casetta per gli uccellini che io e Camilla abbiamo posizionato in terrazza non ha ancora nessun ospite purtroppo.

Ripenso all’anno scorso.

I viaggi

L’anno scorso ho percorso quasi 30.000 Km,  ho scattato in Toscana, Abruzzo,  Isola d’Elba. Ho fotografato le stupende ville del lago di Como, come Villa Erba, Villa del Balbianello, Villa Aura sul lago e Villa Cipressi a Varenna .
Passando anche dal lago Maggiore, il lago di Garda ed il Friuli.
Non ho solo scattato matrimoni ma anche anniversari, dopo 20 anni dagli Stati Uniti sono ritornati a Bellagio, al Grand Hotel Villa Serbelloni.
Una coppia che aspettava un bel bimbo, che nel frattempo è nato forte e furbetto.
A tanti fidanzati, che in qualche modo “fanno le prove di matrimonio” con le foto 😉 .

Le Persone

Ripensando all’ 2018 mi vengono in mente le persone che ho incontrato.
Persone che ho fotografato.

Le Foto

Fotografare, per me, è un modo per capire, per conoscere.  È quasi un atto egoistico.
Farsi fotografare invece è un gesto di generosità, vuol dire svelarsi in qualche modo. Il fotografo naturalmente è parte di questa mediazione che poi si traduce in foto.

Se questi scatti, oltre a celebrare la festa, i dettagli, il design, la luci ed i colori che vanno a creare il contesto del matrimonio, colgono uno sguardo sincero o un espressione spontanea dei miei sposi, allora l’ obiettivo è raggiunto.
Ho fatto il mio mestiere, quello del fotografo.
Questa risposta però non la posso dare io, me la possono dare solo i miei clienti.
Se si riconoscono. Se quei momenti, specialmente i momenti tra i momenti, parlano di loro.

Gli incontri

Ecco perché questo 2018, come gli anni precedenti, è stato un anno di viaggi ma sopratutto di incontri.
Di viaggi, perché mi sono spostato con l’ auto, quindi “lentamente”, ho visto i panorami cambiare ed il tempo scorrere.
E quello che ricordo di più di questo percorso sono i visi e le espressioni delle persone che ho incontrato e che si sono fidate e affidate a me per raccontare qualcosa di loro stessi.

Capita a volte di intravedere la timidezza o anche un po’ di vanità nei primi sguardi, ma dopo poco scompaio. Le persone si lasciano andare, si sentono a loro agio con me.
Non giudico il vestito o il trucco o le scarpe, mi pongo semplicemente con apertura e  curiosità e li accompagno in una giornata bellissima ma che in certi momenti può sembrare difficile. 

Gli scatti

Ora mi vedo costretto a riassumere, sintetizzare, tagliare, escludere tante foto per poter dare una parvenza di fruibilità a tutto (o quasi) quello che ho vissuto nel 2018.
Queste sono le persone che, oltre a Elena e  Camilla, hanno riempito il mio 2018: